martedì 17 novembre 2015

"SVENTURATA LA TERRA CHE HA BISOGNO DI EROI": ELOGIO DELLA NORMALITA'

(Difficoltà: 1,7/)

Berlutman e Ronzin, "uomini forti" alleati fino alla morte
Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”, fa dire Brecht a Galileo Galilei. Anche perchè i veri eroi sono merce rara, e se una nazione ne ha bisogno ma non ne possiede, se li crea. Quello che non è chiaro in particolar modo agli italiani, sempre febbrilmente alla ricerca dell'uomo forte a cui affidare il proprio destino, è che uno Stato ha soprattutto bisogno di normalità. E per ritornare alla normalità non basta nient'altro che un'idea di politica come “servizio al cittadino”. Se un leader politico non è in grado di servire lo Stato e la collettività, deve ritirarsi, non importa se capace ma debole o disonesto, o se forte ma incapace o disonesto.

sabato 14 novembre 2015

L'AGGETTIVO "PATETICO": USARE CON CAUTELA

(Difficoltà: 2,6/5)

L'aggettivo “patetico” si trova spesso anche nel linguaggio comune, soprattutto – va detto – nella cultura anglosassone. Esso ha però perso ormai il suo tradizionale significato – neutro e privo di caratterizzazione critica – di cosa che “che suscita compassione e commozione o tristezza” (Sabatini-Coletti), per cui si ha una scena patetica, o un romando, o una storia ecc. L'uso più caratteristico è piuttosto quello denigratorio: il “patetico” è la persona che desta imbarazzo e perciò merita commiserazione. E' colui che dimostrerebbe, anche con un solo gesto o parola, di essere un reietto, un fallito, uno sconfitto. Esso è insomma un insulto che pretende di riassumere il senso di una vita: in questo senso, è l'insulto più affrettato, pretestuoso e infondato che si possa proferire o ricevere, perchè ognuno di noi - ciò che si è - è il risultato di vicissitudini che è impossibile per chiunque – anche per noi stessi – sintetizzare in un'espressione senza che qualcosa di essenziale sia lasciato fuori. 

domenica 8 novembre 2015

IL DIAVOLO FUOR DI ALLEGORIA: LA DIPENDENZA

 (Difficoltà: 3,2/5)

La narrativa per bambini, così come quella religiosa (la religione rappresenta, dal punto di vista cultural-antropologico, l'infanzia dell'umanità) è da sempre popolata di figure edulcorate. "Edulcorate" perchè passate attraverso il filtro della trasfigurazione narrativa. Ma proprio per questo anche "drammatizzate", cioè tradotte in una scenografia suggestiva per la mente del bambino o del religioso.

domenica 25 ottobre 2015

DALL'EZIOLOGIA GENETICA DEL CANCRO UNA LEZIONE PER LA VITA

(Difficoltà: 4,2/5)

E' noto che nella casistica del cancro, il fattore genetico pesa solo per un 5-10%: “Solo il 5-10% di tutti i casi di cancro può essere attribuito a difetti genetici […]. Le prove cliniche indicano che di tutte le morti causate dal cancro, quasi il 25-30% sono dovute al tabacco, un 30-35% sono collegabili alla dieta, circa un 15-20% sono causate da infezioni, e la percentuale rimanente è attribuibile ad altri fattori quali le radiazioni, lo stress, l'attività fisica, gli inquinanti ambientali ecc.” (fonte).

domenica 18 ottobre 2015

MANGIATOIA ITALIA: IL GOVERNO AGGIUNGE UN POSTO A TAVOLA PER GLI INSEGNANTI

(Difficoltà: 0,6/5)

"Da oggi un pò meno"
Ci sono mestieri che sono una missione: il medico, il giudice, il poliziotto, l'insegnante. Nessuno costringe chicchessia a intraprendere simili mestieri, gonfi di frustrazioni, insoddisfazioni, tensioni e rischi. Questi lavori mettono chi li abbraccia a contatto con la società vera e, inevitabilmente, con tutti i suoi problemi. Eppure c'è chi li svolge, spesso con abnegazione e reale senso di servizio pubblico.
Forse ancor più della polizia, mi sento di poter dire che la classe degli insegnanti è quella che meno interpreta il suo ruolo come dovrebbe.

domenica 11 ottobre 2015

IL POPOLO ARIANO E L'ARTE DI ANDARE A SBATTERE IL GRUGNO

(Difficoltà: 1,7/5)
Solo un commento sulla proverbiale intelligenza del Popolo Ariano, che non smentisce mai se stesso... Ho commentato qualche giorno fa la furbata dell'“apertura” della Merkel ai profughi siriani: null'altro che un'operazione di propaganda per addolcire l'immagine dei crucchi, pesantemente compromessa dalla spietatezza omicida con cui hanno – di nuovo e a distanza di quasi ottant'anni– molestato e dissanguato il popolo greco, e per favorire l'industria domestica con l'apporto di manodopera a basso costo. Al gesto madreteresiano della matrona germanica era seguito – ma guarda un po' la sorpresa – l'invito all'industria automobilistica tedesca ad assumere i nuovi arrivati.

venerdì 25 settembre 2015

UNA SEMPLICE "CONFUTAZIONE" DELL'OMOFOBIA

(Difficoltà: 3,7/5)
“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” Mmmh... e se uno è un masochista? No, questo precetto evangelico non è un granchè. Lo stesso vale per: “Non dire degli altri...”: anche qui, ci vuole qualcosa di più previdente. Una regola per domare la bestia del pregiudizio che alberga in ognuno di noi può risiedere nella seguente massima: “Giudica l'altro per ciò che fa e non per ciò che è.” Ma, si dirà: "Uno che ruba, è poi anche un ladro, no?" Risposta: certo, ma lo è in conseguenza di ciò che fa.

sabato 19 settembre 2015

CUORE DI MADRE

"Madre e figlio, per sempre."
Non leggo il quotidiano della mia città frequentemente: diciamo due volte alla settimana. Qualche giorno fa m'imbatto però sul necrologio di un giovane, Michelangelo Rosso Colletti. Il suo nome e il suo viso li ricordo bene: da almeno 25-30 anni il suo necrologio appare ogni anno sulle pagine de "L'Arena." Già la prima volta che lo notai – e parlo di 10, forse 15 anni fa - mi colpì il fatto che si trattasse di una foto in bianco e nero tra molte altre foto a colori, e mi colpì il giovane volto che raffigurava. Capii immediatamente che il suo venire a mancare non doveva essere recente, e infatti si trattava della celebrazione dell'anniversario di una morte avvenuta decenni prima, negli anni '80: “XX... Anniversario. Michelangelo Rosso Colletti. Ti penso sempre con tanto amore. Mamma Clara.” L'amore solitario di una madre, dunque, ostinato nei decenni, e che solo la propria morte – e l'auspicato ricongiungimento con il figlio – potrebbe placare. Uno straordinario esempio di affetto, racchiuso in un'immagine in bianco e nero e in un breve messaggio, appena lambito dalle folate di un'epoca intrisa di inutilità e di reciproca indifferenza. Ginestra solitaria sul volto indurito di una costa che fa scivolare verso il basso pensieri, parole e azioni.

domenica 13 settembre 2015

"ERGASTOLO DEL DOLORE"

(Difficoltà: 0,9/5)

"Madre Merkel, la ParaCulona"
In Italia, l'unica certezza della pena è quella dei familiari delle vittime di ingiustizie: un "ergastolo del dolore" che si alimenta dell'incertezza della pena per il reprobo e di una sostanziale impunità che non manca mai di applicarsi ormai a tutto lo spettro criminologico. La prescrizione del crimine, che non si nega ormai a nessuno, è la condanna definitiva della vittima, che mai si vedrà ottener giustizia. L'ultimo abuso è quello dell'assassino Giovanni Scattone, "premiato" con una condanna definitiva a 5 miserabili anni e con una cattedra a tempo indeterminato in una scuola superiore.

domenica 6 settembre 2015

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9976

(Difficoltà: 1/2)
 VA IN ONDA LA PORNOGRAFIA DEL DOLORE
"Un bel piantino per l'audience, signora?"
Si dice spesso che, di fronte al dolore, più di tante parole può il silenzio. La televisione ha un modo tutto personale di interpretare questa massima, in quella che viene definita, in maniera giustamente spregiativa, “tv del dolore”. La strategia è semplice: si prende una persona che ha vissuto un forte trauma (un familiare ucciso, una casa distrutta dal terremoto, la disoccupazione), le si fa una domanda e le si piazza il microfono in bocca attendendo la risposta, il tutto a favore di telecamera, con un primo piano inesorabile dell'intervistato. Ottenuta la risposta, si valuta il grado di drammaticità della stessa, soprattutto per come può essere percepita dal telespettatore, e se è quello giusto, si rimane immobili e silenti per diversi secondi, microfono in mano, quasi come per suggere vampirescamente dal silenzio e dall'espressione addolorata dell'intervistato -che da quella pausa trarrà occasione per riflettere su quanto appena detto, con inevitabile ulteriore struggimento– linfa da tradurre in ascolti. 

domenica 30 agosto 2015

DOVE SONO LE "QUOTE AZZURRE"? IL VERO SCANDALO DELLA SCUOLA ITALIANA

(Difficoltà: 2,3/5)

Si fa un gran parlare di “quote rosa” (nemmeno più tanto, visto il miserevole spettacolo offerto negli ultimi anni da coloro che ne hanno beneficiato). Tutto è nato dalla (e in gran parte rimasto nella) politica, nel tentativo, da parte dei partiti, di raggranellare qualche grumo di voti tra l'elettorato femminile (come se le donne fossero tutte femministe e fossero incapaci di provare una giusta riprovazione per colleghe di genere catapultate, senza alcun tipo di requisito o virtù, in posti da 15 mila euro al mese) o tra qualche cuore dolente della Sinistra (o di quella cosa merdiforme che in questo Paese si fa chiamare tale).

domenica 23 agosto 2015

INTELLIGENZA ED ESPERIENZA: UNA PICCOLA RIFLESSIONE

(Difficoltà: 2,1/5)

"Persona intelligente. Ma solo a giudicare dalla lavagna"
E abbastanza comune equivocare l'esperienza per intelligenza. Ognuno di noi ha un “repertorio” di esperienze da cui attingere per risolvere alcuni problemi pratici o cognitivi in maniera relativamente veloce. E' chiaro come la velocità nella risoluzione di un problema non ha - quasi mai  - a che fare con un maggiore o minore livello d'intelligenza: hanno molto più peso fattori emotivi come la motivazione, lo stato di benessere psico-fisico, il livello di freschezza mentale, che possono dipendere da molte cose. Soprattutto, pesa la trascorsa esperienza con problemi simili o equivalenti. L'essenziale è l'effettiva comprensione del concetto (o situazione) e il fatto che si arrivi a risolvere il problema, indipendentemente dal tempo che ci si impieghi. La prontezza, infatti, può derivare dal fatto che si è incontrata la stessa situazione o problema precedentemente e si può ora pescare dal repertorio della memoria a lungo termine la chiave di lettura che porta alla risoluzione, anche a dispetto di variazioni minime. E anche una certa freschezza mentale, che può accelerare il processo, aiuta.

domenica 2 agosto 2015

"GENERAZIONE XXX": PORNODIPENDENZA, MINACCIA EPOCALE

(Difficoltà: 1,9/5)

La pornodipendenza è una realtà dei nostri giorni: non c'è paragone fra i metodi di fruizione di un tempo e quelli attuali, fra le riviste e i film vhs e l'internet ad alta velocità.
Come si spiega questa dipendenza, che pur la scienza ufficiale non riconosce, nell'ottusità procedurale di ritenere infondato tutto ciò per cui non c'è una ricerca, anche se basterebbe mettere assieme la casistica empirica con ciò che già si sa su come gli ingranaggi della dipendenza “ufficiale” (alcol, droghe, gioco) operano nel cervello? Questo video  (in inglese) tratta il problema a fondo.

domenica 26 luglio 2015

EDUCAZIONE INFANTILE E UTOPIA NECESSARIA

(Difficoltà: 4,4/5)


All'educatore dico: è necessario inculcare nel bambino l'idea di un mondo ideale. Questo può essere il mondo delle favole, dove tutti vivono felici; ma può essere anche il mondo dei principi costituzionali, da evocare ogni volta che si parla di temi che vi si ricollegano interdisciplinarmente (rispetto dei diritti del bambino, lavoro, interculturalità ecc.) Naturalmente, occorre tacere, soprattuto nei primi anni, il fatto che questi principi sono, soprattutto nel nostro Paese, raramente applicati: il bambino in età di scuola primaria non è ancora attrezzato a elaborare questa discrepanza. Sulla stessa linea, gli va nascosta la realtà del male nel mondo, alludendovi solo con il linguaggio trasfigurativo della favola, della fiaba o della parabola.

domenica 5 luglio 2015

TIFO E POLITICA

(Difficoltà: 1,7/5)

"Renzi ultrà"
Al netto di coloro che votano i delinquenti per interessi particolari, legali (sperare in lavoro nel pubblico) o illegali (ottenere un appalto con carte truccate), ciò che in Italia spiega la pervicacia con cui un sostanzioso "zoccolo duro" di elettori dà fiducia a degli impresentabili, è la somma ottusità di chi mescola tifo e politica. Ma tifo e partecipazione politica dovrebbero stare agli antipodi: il tifo è passione irrazionale, cioè una fede; il voto, al contrario, dovrebbe essere frutto di un calcolo: chi rappresenta meglio i miei interessi e quelli del Paese.

sabato 27 giugno 2015

PUBBLICITA' ED EUGENETICA

(Difficoltà: 4,3/5)

Pubblicità "eugenetica"
L'estetica della pubblicità verte sull'eugenetica. Ma, a essere onesti, la sostanza del messaggio pubblicitario non rispecchia, su questo versante, l'operato di un Ministero della Propaganda goebbelsiano, anche se molte delle sue strategie di comunicazione provengono da lì. L'ideale pubblicitario di una società di persone forti e belle, infatti, non passa attraverso la manipolazione genetica, bensì attraverso la manipolazione delle coscienze. Il lato positivo è che la pubblicità non discrimina tra gli alti con i capelli biondi e i bassi con il naso adunco, ma tra i poveri e ricchi: se fosse questione di geni, non avrebbe senso acquistare lo shampoo che trasforma i capelli in fili di seta o il trucco che può far assomigliare alla star del cinema. Il lato negativo, è che della perfezione estetica – come di ogni altra perfezione o forma di successo che essa millanta - la merce regala solo l'illusione.

martedì 23 giugno 2015

ALLA SCOPERTA DELL'AUTOEGOISMO

(Difficoltà: 2,9/5)

da: http://blog.libero.it/formybz/11062326.html
Ho scoperto una cosa: l'autoegoismo. Cosa vuol dire '“autoegoismo”? Esattamente quello che vuole dire: l'egoismo nei confronti di se stessi. Quando uno a pranzo apre il frigorifero e si trova di fronte la scelta fra cosa mangiare subito e cosa riservare a domani, e una cosa è prelibata mentre l'altra è solo commestibile, e mangia subito la prima, allora è egoista verso se stesso, perchè penalizza il suo sé futuro a vantaggio di quello presente.

domenica 21 giugno 2015

UMBERTO ECO E I SOCIAL: DICO LA MIA

(Difficoltà: 3,4/5)

U.Eco "giudice" dei social
I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli, che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Ecco, in un estratto, la scintilla della polemica scatenata da Umberto Eco. Non ho nulla di particolare contro Eco. Come molti, ho letto “Il nome della Rosa” (ottimo romanzo) e ho comprato quasi tutti i suoi romanzi successivi, senza nemmeno aver provato mai a leggerli. Eco è il tipico intellettuale che, di sapere sconfinato, confonde la cultura con l'erudizione. Ha ben presente (ovviamente!) la distinzione tra i 2 concetti, ma non sa applicarla: è più forte di lui.

domenica 7 giugno 2015

IL POTERE VERO DELLA SATIRA

 (Difficoltà: 3.5/5)

Il potere della satira è grande e consiste in questo: "usare", esagerandoli in senso parossistico, tratti del carattere, piccoli o grandi vezzi e atteggiamenti prepotenti, che diventano così la superficie riflettente della mediocrità della loro persona e della fragilità del loro potere. Soprattutto in Italia, dove la sostanziale assenza di criteri meritocratici nella politica, nell'economia e nello spettacolo, porta a esibire "come le palle dei cani" un'arroganza che sopperisca all'infondatezza del proprio prestigio sociale, la satira ha molta presa: non è un caso che il leader del maggior (e unico) partito di opposizione sia un comico.

domenica 24 maggio 2015

TUTTO QUELLO CHE UN "INUTENSILE" DA CUCINA PUO' DIRCI

 (Difficoltà: 1,8/5)

From: http://www.ourbreathingplanet.comGli oggetti inutili del consumo sono tutt'attorno a noi. A volte si tratta di qualcosa che si è ingranato nella nostra vita personale al punto che crediamo di non poterne più fare a meno; in altre situazioni, la realtà che ci circonda si conforma all'oggetto al punto da farlo diventarne parte essenziale (si pensi alla adozione del tablet in certe aziende). Molte volte, tuttavia, è sufficiente fermarsi a riflettere per scorgere l'inutilità dell'oggetto e delle azioni che ne accompagnano l'utilizzo.

sabato 16 maggio 2015

L'ITALIA DI RENZI: POESIA PURA

(Difficoltà: 2,1/5)

Come è noto, la tragedia si ripete sempre nella Storia in forma di farsa. Gli eventi di questi ultimi anni – quelli caratterizzati dal berlusco-renzismo – dimostrano che l'Italia è capace di un trapasso ulteriore: quello nella barzelletta. E' una sublime ironia vedere un Paese che dopo aver affrontato e superato - pure in un cammino di continui cedimenti, concessioni e ricadute che hanno minato in maniera insanabile il senso di una “cittadinanza” italiana – le continue minacce alla sua democrazia portate dai terrorismi, dalle mafie, dalla P2 e dalla plutocrazia delinquenziale di Berlusconi, soccombe senza alcun spirito di difesa all'arditismo macchiettistico di una nullità politica (per tacer d'altro) come il “frottolino amoroso” Renzi, precipitato escrescenziale dei nostri tristi tempi. Un ganassa votato da nessuno, insospettabile (con quella faccia!) sicario di diritti e di fondamenti costituzionali. Non è poetico tutto questo?

martedì 12 maggio 2015

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9977

(Difficoltà: 1,3/5)

Gregorio Magno (?)
Una decina di giorni fa necessitavo di stampare delle fotocopie dalla mia usb e mi sono recato come sempre in questi casi in una delle tante copisterie nella zona-Università della mia città. Attendo il mio turno di fronte alla fila di 4 computer all-in-one, al mio arrivo tutti occupati da studenti, data l'ora medio-mattutina. Se non altro, noto di essere il primo e l'unico in lista d'attesa.
Si tratta di uno spazio molto ristretto: nella saletta oblunga la mensolina con i computer da un lato e le stampanti da ufficio dall'altro occupano circa i 2/3 dello spazio.

lunedì 4 maggio 2015

BUDDISMO E RIVOLUZIONE

(Difficoltà: 4,3/5)

Courtesi of appuntidiscienzesociali.it
"Evoluzione"
Lavoriamo per comprare l'auto e usiamo l'auto per andare a lavorare. E' il circolo della sopravvivenza dei nostri giorni, che è "sopravvivenza aumentata" (Debord, 1967). Ma nel caos dei consumi fatui, lo spettro della sopravvivenza primaria affiora per necessità, e nella povertà spirituale dello stile di vita consumistico fa allora breccia la povertà materiale il cui spettro, nella “società opulenta” (Galbraith), credevamo di aver scongiurato per sempre.

domenica 3 maggio 2015

LA SMISURATA IDIOZIA DEI TEST D'INTELLIGENZA

(Difficoltà: 3.7/5)

H. Gardner
C'è un appunto logico invalicabile che fa stridere alle mie orecchie l'intera nozione di un “test d'intelligenza”: per misurare l'intelligenza occorre sapere cosa sia. Ma così come non si può capire il funzionamento del sistema circolatorio senza aver chiaro il funzionamento del cuore, per afferrare cosa sia l'intelligenza occorrerebbe capire come funziona il cervello. E se è vero – come è vero – che la scienza ancora non ha disvelato i misteri del funzionamento del cervello umano, allora ripercorrendo a ritroso il sillogismo si deve pervenire alla conclusione che i test di intelligenza - nella misura in cui intendano avocare a sé la definizione stessa di “intelligenza” - non hanno nessun valore.

mercoledì 22 aprile 2015

VIOLENZA SENZA ATTENUANTI E RETORICA ATTENUATIVA

 (Difficoltà: 3,4/5)

Qualche giorno fa, un gay è stato aggredito con un lancio di bicchiere per il solo fatto di aver osato baciare l'amante di fronte a un bar del centro storico di Rovigo. Tra i commenti di lettori agli articoli online che hanno riportato la notizia, sono affiorati alla mia attenzione commenti di questo tenore: “E' stato un gesto da condannare; tuttavia, i due gay avrebbero potuto usare più discrezione.”

domenica 19 aprile 2015

LA POLITICA COME MERA CONSERVAZIONE DEL POTERE: UN PROBLEMA DI VERITA'

(Difficoltà: 4,2/5) 

La ricerca della verità è sempre in fin dei conti un percorso personale. La verità indotta dall'esterno è solo indottrinamento, sia esso politico, religioso o di altra natura: è tutta un'altra cosa, e non importa quanto ce se ne senta convinti. 
“Personale” non significa che l'uomo ritrova la verità in sé in quanto monade separata dal tutto o anacoreta: si può partecipare della verità e coltivarla anche in organizzazioni politiche, associazioni, comunità.

domenica 12 aprile 2015

"E' UN CASO": LA FRASE CHE FREGA

(Difficoltà: 4,1/5)


Il caso è un lusso che l'uomo, essere razionale dotato di capacità d'astrazione, non può permettersi. L'affermare nei fatti della vita: "E' un caso”, o coincidenza, è più spesso che no una razionalizzazione della propria pigrizia di pensiero e d'azione; è, soprattuto, un modo per nascondersi scomode verità che porterebbero a interrogarci sul perchè non pensiamo e non agiamo come dovremmo. 

domenica 5 aprile 2015

QUANDO LA PIGRIZIA ASSURGE A CATEGORIA ANTROPOLOGICA: L'UOMO "MULTI-ACCESSORIATO"

(Difficoltà: 4,3/5)

"Una provocazione. O no?"
Siamo abituati dal consumismo a pensare che la comodità e la funzionalità non debbano essere conquistate, ma acquistate. Ciò che sta scomparendo è l'arte di arrangiarsi, d'ingegnarsi. Per ogni attività quotidiana si tende a ricercare un prodotto che ce la faccia essere più comoda e agevole possibile. E', se si vuole, l'indolenza fattasi categoria antropologica. Il prodotto inventa anzi sovente l'attività stessa

domenica 29 marzo 2015

LA BALLA MEDIATICA DELLE "ECCELLENZE" ITALIANE

(Difficoltà: 1,4/5)


"Il dissanguamento dell'economia italiana"
Se si presta orecchio (o se si digita la parola tra virgolette su Google: 5,4 milioni di risultati!), si fa un gran parlare in talk show e tg delle “eccellenze italiane”, intendendo con ciò le punte qualitative del “made in Italy” nell'industria, nell'artigianato, nell'alimentare ecc. Non si era mai sentito prima un tal “tuonar di ferree canne” a celebrazione delle glorie produttive italiche, forse perchè erano date per scontate.

domenica 22 marzo 2015

10MILA COSE CHE MI FANNO INCAZZARE/9978

(Difficoltà 3,4/5)

Se c'è una cosa che mi fa incazzare, è me stesso quando indulgo, da comunicatore o “blogger”, in slogan. Questo post è quindi un'autodenuncia all'autorità dell'indipendenza e dell'originalità di pensiero, cioè alla mia coscienza. Sono quindi io stesso a presiedere l'autorità che mi deve giudicare: se non è conflitto d'interessi questo...!

martedì 10 marzo 2015

E I TEDESCHI DISSERO: "DIMENTICARE LA SHOAH"

(Difficoltà: 3,1/5)


"Ritratto intimo della Germania"
Ricordo che dieci anni il mio insegnante madrelingua di tedesco durante una lezione disse qualcosa come: “Dopo 60 anni sarebbe l'ora che la si smettesse con il rinfacciarci la Shoah.” Dieci anni dopo, si può essere sicuri che nella società tedesca c'è qualcuno che ancora lo pensa, e a maggior ragione - dal suo punto di vista – visto che è passato ancora più tempo. La vera notizia è infatti che, recentemente, l'80% dei tedeschi ha dichiarato di volersi lasciar dietro alle spalle la storia delle persecuzioni contro gli Ebrei (articolo Spiegel qui).

domenica 22 febbraio 2015

LA VERITA' SUL "LUOGO COMUNE": IL NICHILISMO DELLA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO

(Difficoltà: 4,7/5)


La Società dello Spettacolo
Di eccessiva liberalità si muore, o almeno ne muore la verità. Il libertarismo del pensiero è l'assenza di spirito critico che si maschera da critica estrema. La critica non si misura al chilo, non è un mercato delle vacche: essa è selezione, arte del discrimen e non l'opposizione per il gusto di opporsi.

domenica 8 febbraio 2015

IL VERO VOLTO (INFELICE) DEL CONSUMISMO

 (Difficoltà: 4,2/5)

Comunismo: untuosa propaganda e cruda realtà
Come per le peggiori droghe, il consumismo è una malattia che abbruttisce. Come malattia sociale conclamata da almeno mezzo secolo, esso è la stigmate purulenta della Società dello Spettacolo, l'essenza dell'assenza che ammorba e corrompe il vivere comune, la nostra quotidianità.
E' sufficiente osservare la realtà del consumismo, aldilà delle rappresentazioni festose e giulive che lo Spettacolo stesso ne offre, per afferrare la sua sostanza. Già linfa vitale dello Spettacolo, esso è divenuto però, innestandosi nell'ultima forma dell'evoluzione dello spettacolare, che è quella “integrata”, "consumo di immagini": "Compriamo cose di cui non abbiamo bisogno con soldi che non abbiamo per impressionare persone che non ci piacciono". 

domenica 1 febbraio 2015

IL PAESE DEI POLLI

(Difficoltà: 2/5)

Il nuovo PdR Mattarella
“Essere italiani oggi vuol dire essere sottoposti alle decisioni prese da un delinquente cacciato dal Parlamento in combutta con un giovanotto che asseconda il suo desiderio di continuare a essere arbitro della politica italiana. […] La dignità, ecco quello che ci ha tolto e ci toglie il patto fra Berlusconi e Renzi.” (Maurizio Viroli) Se questo è vero – e lo è - noi dobbiamo credere che Renzi, dopo essersi sporcato in tutti i modi sedendosi a mille tavoli con Berlusconi per trattative inconfessabili, adesso avrebbe scelto un Presidente della Repubblica sgradito al Pregiudicato?

domenica 25 gennaio 2015

IL PROBLEMA DELLA RAPPRESENTANZA GIUSTIFICA L'EVASIONE FISCALE IN ITALIA?

(Difficoltà: 1,5/5)

La Dichiarazione d'Indipendenza americana

Il Parlamento italiano è attualmente, in virtù dell'arcinoto “Porcellum”, un parlamento di nominati: non li sceglie la gente, ma se li scelgono loro. Ciò sarebbe normale se l'Italia avesse scelto per sé un sistema elettorale proporzionale, ma non è questo il caso: il referendum del 1993 sancì il regime misto del Mattarellum. Quindi il Porcellum è incostituzionale – come per altro sancito dalla Corte costituzionale – e – ma qui la Corte ha preferito “lavarsi le mani” - così è il Parlamento che ne è scaturito. E non è che l'entrante "Italicum" cambierà di molto le cose.

domenica 18 gennaio 2015

"JE SUIS CHARLATAN". CRONACHE DI ORDINARIA SPUDORATEZZA DAL PIANETA ITALIA

(Difficoltà: 2,4/5)

Sguardo basso, sorrisetto furbo, rientro con
volo di Stato, milioni ai terroristi
A volte questa macchietta di Paese dà prova della sua indegnità con raffiche di avvenimenti surreali ai quali è perfino difficile star dietro. La settimana appena trascorsa è stata un campionario di tutto ciò che compone l'essenza cialtrona e farabutta di un Paese e della sua classe politica. Passiamo in rassegna i 3 atti della tragicommedia.

domenica 11 gennaio 2015

QUAL E' IL PECCATO MORTALE DELL'ITALIA CONTEMPORANEA? UN CONFRONTO CON LE POSIZIONI DI DANTE E DELLA CHIESA

(Difficoltà: 3.6/5)

Dante e Virgilio incontrano Lucifero
L'insegnamento teologico cattolico teorizza la superbia come il peccato maggiore dell'umanità: dopotutto, Lucifero-Satana, origine e simbolo di ogni male, fu l'“angelo ribelle” contro l'autorità di Dio e l'ordine universale da questi costituito. La posizione di Dante, come vedremo subito, è diversa.

domenica 4 gennaio 2015

I CONCETTI DI "ETA'" E "VECCHIAIA", TRA CONDIZIONAMENTO SOCIALE E AUTO-INGANNO

(Difficoltà: 3,7/5)  


Of all sad words of tongue or pen, the saddest are these: ‘It might have been.'”
—  John Greenleaf Whittier; Maud Muller - Pamphlet
                                                                                       

Una vignetta di Altan
Una delle discriminanti principali della nostra società è il fattore-età. Siamo classificati in base all'anagrafe forse più che per altre componenti della nostra carriera civile, più difficilmente quantificabili (reddito, studio, lavoro, esperienza di vita). Nel mondo del lavoro, persino il fattore-esperienza – peraltro autentico totem di ogni selezionatore – nulla può di fronte all'insorgere dei primi capelli grigi: in molte società, nella maggioranza dei casi perdere il lavoro a 35-40 significa, dal manager in giù, non ritrovarlo più. Anche sul piano individuale, l'età di mezzo (diciamo dai 40 anni fino alla pensione) è l'“età oscura”, un Medio Evo pieno di incognite. A nessuno sembra interessare che proprio quella fascia d'età sia il punto di congiunzione ideale di una freschezza mentale ancora presente e del vertice dell'esperienza di vita e di mansione.